Le abbazie d'Austria
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Pochi paesi d'Europa sono attraversati da abbazie come l'Austria. Ventidue di esse si sono riunite sotto il nome di Klösterreich, diciannove nel paese stesso — benedettini, cistercensi, canonici agostiniani, premostratensi. Dall'Italia ne fa parte l'abbazia di Novacella, presso Bressanone.
A unirle non è l'ordine, ma una continuità difficile da afferrare. A Kremsmünster si prega dal 777, a Göttweig dal 1083, a Heiligenkreuz senza interruzione dal 1133 — attraverso la Riforma, le guerre turche, le soppressioni giuseppine e due guerre mondiali. La forma che vediamo oggi è però in buona parte opera italiana: Carlo Antonio Carlone, di Scaria in Val d'Intelvi, dal 1686 ricostruì San Floriano — il suo capolavoro — fino alla morte nel 1708, e Jakob Prandtauer proseguì sul suo disegno. Queste case erano biblioteca, scuola, ospedale e azienda agricola molto prima che esistessero stati pronti a occuparsene.
Non sono musei. Dietro le facciate barocche vivono ancora le comunità, e giardini, biblioteche e cantine sono aperti ai visitatori perché l'ospitalità fa parte della regola — presso i benedettini è scritta dal VI secolo. Le distanze sono notevoli: da Rein, presso Graz, la più antica abbazia cistercense al mondo ancora abitata, fino a Stams in Tirolo.
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