Tempio di Nettuno

📷 Immagine: Wikimedia Commons

Tempio di Nettuno

Il tempio di Nettuno sorgeva nell’antica Roma, vicino al Circo Flaminio, nella nona regione augustea. Era dedicato al dio del mare e rappresentava un importante luogo di culto in epoca repubblicana. La sua storia risale almeno al 206 a.C., quando fu menzionato per la prima volta un altare o tempio a lui consacrato. Livio e Cassio Dione ricordano le sue porte e un altare che, secondo la tradizione, sudava come segno prodigioso. Il console Gneo Domizio Enobarbo ne costruì uno nuovo dopo la vittoria navale a Filippi, forse in segno di ringraziamento per la battaglia. Il tempio ospitava una scultura di Scopas raffigurante Nettuno, Teti e Achille circondati da Nereidi e Tritoni. Un fregio marino, oggi diviso tra il Louvre e la Glyptothek di Monaco, proviene probabilmente da questo edificio. Rappresenta una processione militare e un corteo di creature marine, forse un omaggio alle vittorie navali della famiglia di Enobarbo. La sua collocazione esatta è incerta, ma si trovava vicino al Circo Flaminio, forse su un rialzo verso il Tevere. Resti di colonne e fondazioni, attribuiti al tempio di Marte, sono stati trovati a nordovest di Piazza San Salvatore in Campo. Alcuni studiosi ipotizzano che il tempio di Nettuno sorgesse accanto, in posizione elevata e visibile dal fiume. Le sue forme originarie erano a tholos, poi rifondate in stile prostilo in età augustea. I fregi marini furono conservati per secoli nella chiesa di San Salvatore de domno Campo, vicino alle vestigia del tempio di Marte.

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