Labicum

Labicum fu un’antica città del Lazio, situata nella Valle del Sacco tra Roma, Tusculum e Praeneste. La sua fondazione viene attribuita a Glauco, figlio di Minosse, anche se la tradizione la considera colonia albana. Virgilio la ricorda come città di guerrieri che portavano scudi dipinti, alleati di Turno contro Enea. La sua posizione esatta rimane incerta, ma Strabone ne colloca i resti a circa ventidue chilometri da Roma. Labicum fu parte della Lega Latina e firmò il Foedus Cassianum nel 493 a.C. Nel 489 a.C. fu conquistata dai Volsci guidati da Gneo Marcio Coriolano, che la saccheggiarono e ridussero in schiavitù i suoi abitanti. Dopo una ribellione, la città fu distrutta nel 418 a.C. dal dittatore Quinto Servilio Prisco e il suo territorio fu annesso a Roma. Gli abitanti furono deportati o trasferiti a *Labicum Quintanense*, una nuova colonia militare fondata più a valle. Oggi il territorio dell’antica Labicum corrisponde in parte al comune di Labico. Secondo alcune ipotesi, i suoi resti potrebbero trovarsi sul Monte Salomone o a Monte Compatri. La via Labicana, che attraversava la zona, segnava il confine tra il territorio di Labicum e quello di Colonna. Il paesaggio conserva tracce di quella storia, tra colline e antiche strade, dove il tempo ha cancellato le tracce ma non il ricordo.

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