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Aventino

Aventino

Immagine: user:Lalupa · Public domain · Wikimedia Commons

L’Aventino è uno dei sette colli su cui sorse Roma, il più meridionale, separato dagli altri per la sua posizione isolata e le pendici scoscese che quasi toccano il Tevere. La collina ha forma trapezoidale e raggiunge appena i quarantasei metri di altezza, con un piccolo colle annesso chiamato Piccolo Aventino. Fin dall’epoca arcaica il colle fu legato ai miti della fondazione: Remo vi si recò per osservare il volo degli uccelli nella disputa con Romolo. Anco Marzio vi insediò profughi di città conquistate e costruì una prima cinta muraria per difenderlo dagli attacchi.

Durante la Repubblica l’Aventino divenne il quartiere dei plebei, contrapposto al Palatino dei patrizi, grazie alla Lex Icilia del 456 a.C. che ne distribuì i terreni. Qui vissero poeti come Ennio e Nevio, mentre la zona intorno all’Emporium si riempì di magazzini, porti e mercati. Il colle ospitò anche la resistenza del tribuno Gaio Sempronio Gracco nel 123 a.C., simbolo della lotta popolare. Alle sue pendici sorse il Monte Testaccio, una collina artificiale di trenta metri formata dai cocci delle anfore romane.

Oggi l’Aventino mostra tracce di antichi templi e domus, anche se molti edifici sacri sono scomparsi sotto chiese successive. Sotto Santa Sabina e Santa Prisca sono state scavate domus di rango imperiale, mentre il Piccolo Aventino conserva la Domus Cilonis. Il colle fu anche sede di culti stranieri, come quello di Iside, e di mitrei cristiani. Le sue strade silenziose offrono ancora scorci di storia tra giardini e antiche vestigia.

Fonti (1)

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