📷 Immagine: Wikimedia Commons
stadio Matusa
Lo stadio Matusa sorgeva a Frosinone, in una zona che un tempo era periferica ma che oggi si trova circondata da palazzine residenziali. Inaugurato nel 1932 come semplice campo erboso senza spalti, divenne nel tempo un impianto sportivo multifunzione. La tribuna centrale, costruita in muratura e cemento armato, ospitava la tifoseria più accesa del Frosinone Calcio. Le curve, realizzate in tubolari metallici, erano riservate ai gruppi organizzati. Il campo, di 110 × 65 metri, era in erba naturale e privo di infrastrutture intermedie. Lo stadio fu a lungo la casa del Frosinone Calcio, che vi giocò fino alla stagione 2016-2017. Nel 1987 la capienza raggiunse diecimila posti, ma fu poi ridotta dopo le retrocessioni. Nel 2015, in vista della promozione in Serie A, furono effettuati lavori per aumentare la capienza a novemilaseicentoottanta posti. Il record di affluenza risale al campionato di Serie C1 1988-1989, con dodicimila spettatori per Frosinone-Campobasso. Dopo la demolizione, rimane solo la tribuna storica, riadattata a spazio per eventi. Al suo posto è stato inaugurato il Parco del Matusa, con pista ciclabile e zona pattinaggio. La tribuna centrale, un tempo simbolo dello stadio, è ora parte di un parco urbano aperto al pubblico. Il campo originario è stato trasformato in uno spazio verde per passeggiate e attività sportive.
Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.
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