strage di Portella della Ginestra
Portella della Ginestra è una località montana nel comune di Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo. Si trova in una vallata circondata dai monti Kumeta, Maja e Pelavet, a pochi chilometri dalla città. Il luogo è noto per essere stato teatro di un tragico evento nella storia italiana. Qui, il primo maggio del 1947, una folla di circa duemila lavoratori si era riunita per celebrare la festa dei lavoratori e manifestare contro il latifondismo. La strage fu organizzata dalla banda di Salvatore Giuliano, che sparò contro i manifestanti provocando undici morti e numerosi feriti. Le motivazioni erano legate all’avversione di Giuliano verso i comunisti e alla volontà di mantenere gli equilibri politici esistenti. La banda agì su ordine ricevuto tramite una lettera bruciata poco dopo. I banditi si radunarono la sera del 30 aprile e si divisero in gruppi per raggiungere il promontorio del Pelavet. Durante il comizio di Giacomo Schirò, improvvisamente partirono raffiche di mitra dalla montagna. Furono sparati circa ottocento colpi con sette armi diverse. La mancanza di ripari rese impossibile mettersi in salvo per molti. Dopo la sparatoria, alcuni banditi scesero dal monte e minacciarono i presenti. Un testimone scomodo, Emanuele Busellini, fu ucciso e gettato in una dolina profonda ottanta metri.
Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.
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