Palazzo Rusticucci-Accoramboni

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Palazzi

Palazzo Rusticucci-Accoramboni

Il palazzo Rusticucci-Accoramboni è un edificio rinascimentale di Roma, ricostruito nel 1940 lungo via della Conciliazione. Si affaccia sul lato nord del viale che collega San Pietro al centro della città. Prima della demolizione degli anni Trenta, il palazzo si trovava in piazza Rusticucci, un tempo vestibolo di piazza San Pietro. Fa parte dello stesso isolato del palazzo dei Convertendi, anch’esso ricostruito nello stesso periodo. A ovest è separato da via Rusticucci dal propileo settentrionale di piazza San Pietro. Il lato nord confina con altri edifici rinascimentali del rione Borgo, come palazzo Jacopo da Brescia. Il palazzo fu commissionato dal cardinale Girolamo Rusticucci a Domenico Fontana e poi completato da Carlo Maderno. Dopo essere passato agli Accoramboni, divenne residenza di una famiglia che raggiunse alti ranghi ecclesiastici. Nel Seicento ospitò brevemente il Collegio Nazareno, fondato da Giuseppe Calasanzio. Nel Novecento fu sede dell’Istituto Storico Belga e poi della congregazione di Propaganda Fide. La sua demolizione nel 1940 fu dovuta alla costruzione di via della Conciliazione. Oggi il palazzo ospita al suo interno il caffè San Pietro, uno dei più antichi di Roma. La facciata principale, più corta rispetto all’originale, mostra mattoni a vista e tredici finestre. All’interno si trovano due cortili ricostruiti, uno rettangolare e uno quadrato. Le cornici delle finestre e il portale provengono dall’edificio originale. Una fontana del cortile è stata spostata nel giardino tra le basiliche di Sant’Alessio e Santa Sabina.

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