Spalato
25 mete
La spaccatura tra mare e storia, tra sport e natura, tra antiche pietre e moderni palcoscenici: questa è la linea che attraversa Split, città dove ogni angolo racconta di un passato glorioso e di una vitalità senza tempo. Qui il cuore dell’impero romano batte ancora nel labirinto del Palazzo di Diocleziano, mentre le sue mura si specchiano nelle acque dell’Adriatico, custodi di secoli di trasformazioni. A pochi passi, il moderno Stadio Poljud si erge come un guscio di conchiglia rovesciata, simbolo di una città che non smette di guardare avanti senza dimenticare le proprie radici. Tra questi estremi si snoda un itinerario che unisce rovine romane, fortezze medievali, teatri viventi e paesaggi mozzafiato, tutti legati da un filo rosso fatto di pietra, acqua e sport.
Il palazzo che divenne città
Il Palazzo di Diocleziano a Split non è solo un monumento, ma un intero quartiere che respira ancora la grandezza dell’antica Roma. Costruito tra il 295 e il 305 d.C. come residenza dell’imperatore Diocleziano, questo complesso di 30.000 metri quadrati si estendeva tra mura e torri, aprendosi verso il mare con un lato privo di fortificazioni. Oggi, passeggiare tra le sue strade significa attraversare secoli di storia: il Peristilio, cuore della vita pubblica romana, il Mausoleo di Diocleziano trasformato in cattedrale, il Tempio di Giove con la sua sfinge egizia e le dodici colonne che sorreggono ancora il cielo dal VI secolo. Le indagini archeologiche hanno riportato alla luce ambienti nascosti sotto metri di detriti, svelando come questo luogo sia passato dai fasti imperiali al rifugio di Giulio Nepote, ultimo imperatore d’Occidente, fino a diventare il nucleo medievale della città.
La cattedrale tra sacro e imperiale
Nel cuore del Palazzo sorge la Cattedrale di San Doimo, una delle più antiche del mondo cattolico, nata come mausoleo per Diocleziano e poi consacrata al culto cristiano. La sua struttura ottagonale, sormontata da una cupola e cinta da 24 colonne di marmo, custodisce tesori come il sarcofago delle figlie di Béla IV d’Ungheria e gli affreschi barocchi del coro. Il campanile, alto e slanciato, fu eretto tra il XIII e il XVI secolo e offre una vista a 360 gradi sulla città e sul porto. Ogni dettaglio racconta di una stratificazione unica: le colonne romane riutilizzate, le sculture rinascimentali, i dipinti che narrano la vita del santo patrono di Split.
Sport e gloria tra due stadi
Split respira sport come poche altre città al mondo, e due impianti ne rappresentano l’anima competitiva. Lo Stadio Poljud, costruito nel 1979 per i Giochi del Mediterraneo e noto come “la bella conchiglia”, è un capolavoro di architettura jugoslava con una copertura che ricorda una valva aperta. Qui, nel 1982, 65.000 spettatori hanno assistito al record di presenze per una partita di Hajduk Split, mentre nel 2010 ha ospitato il Continental Cup di atletica. A poca distanza, lo Stari Plac è invece il teatro di una storia più intima: nato come campo militare austriaco, è stato per decenni il regno dell’Hajduk prima di cedere il passo al Poljud. Qui, nel 1971, la Jugoslavia batté l’Olanda in una partita che segnò la storia del calcio europeo.
Salona, la madre dimenticata
A sei chilometri da Split, tra ulivi e rovine, sorge Salona, capitale della provincia romana di Dalmazia. Fondata nel III secolo a.C., questa città arrivò a contare 60.000 abitanti, circondata da mura lunghe tre chilometri e protetta da un anfiteatro capace di 15.000 posti. Il foro, il teatro con 3.500 posti e la necropoli occidentale con le sue mura ciclopiche testimoniano la ricchezza di una civiltà che qui si incontrò con il cristianesimo. Fu proprio a Salona che re Zvonimiro venne incoronato nella chiesa di San Pietro e Mosè, oggi nota come Hollow Church, un edificio dell’XI secolo costruito su fondamenta bizantine. Le campagne di scavo hanno restituito tombe di gladiatori e lapidi che parlano di una società multietnica e multireligiosa.
Le sette fortezze sul mare
Lungo la costa tra Split e Trogir si allineano le sette Kaštela, fortezze costruite tra il XV e il XVI secolo per difendere la popolazione dalle incursioni ottomane. Kaštel Gomilica, fondato da suore benedettine nel XVI secolo su terreni donati dal re Zvonimiro nel 1078, divenne poi un set della serie *Game of Thrones* come Braavos. Kaštel Lukšić, invece, vanta un parco storico di nove ettari creato nel XVIII secolo dalla famiglia Vitturi, con peschi di Aleppo e cipressi secolari. Kaštel Sućurac, la prima delle fortezze a est, fu edificata nel 1392 per proteggere i contadini di Putalj e conserva ancora la torre campanaria della chiesa parrocchiale bombardata nel 1943. Ogni fortezza racconta una storia di resistenza e adattamento, con le sue mura che oggi si specchiano nelle acque calme della baia.
Il tempio di Giove e l’acquedotto invisibile
Nel lato occidentale del Palazzo di Diocleziano si erge il Tempio di Giove, costruito tra il 295 e il 305 d.C. per il culto del padre degli dei. Le sue facciate sono decorate con rilievi di divinità come Giove, Apollo ed Ercole, mentre all’interno si trovano sarcofagi di arcivescovi e una statua bronzea di San Giovanni Battista di Ivan Meštrović. Poco lontano, l’Acquedotto di Diocleziano corre per nove chilometri dal fiume Jadro al Palazzo, con una pendenza di soli 33 metri. La parte meglio conservata è il ponte di Mostine, lungo 234 metri, mentre un tunnel si snoda sotto l’hotel Atrium. Questo sistema idrico, costruito nel III secolo, testimonia l’ingegno romano e rimase in funzione fino al VI secolo, quando fu distrutto e riscoperto solo nell’Ottocento.
La collina verde e i suoi segreti
A ovest di Split, la penisola di Marjan si staglia come un polmone verde tra il mare e la città. Questo parco naturale, ricoperto da una pineta piantata tra il 1890 e il 1910, ospita il castello di
Tutte le mete sulla mappa