Luoghi · Sant'Anna d'Alfaedo

Spluga della Preta

Spluga della Preta

Immagine: Vipera · Public domain · Wikimedia Commons

La Spluga della Preta è un abisso carsico nel comune di Sant'Anna d'Alfaedo, a nord della cima del Corno d'Aquilio. Si apre tra le pialde, una zona che segna il confine tra le province di Verona e Trento. L’ingresso è noto da secoli, citato già dai Cimbri nel I secolo avanti Cristo. Nel Settecento forse vi transitò Eugenio di Savoia con il suo esercito durante una traversata alpina. Nel 1898 il geologo Enrico Nicolis, allora presidente del Club Alpino Italiano di Verona, ne descrisse per primo l’imboccatura.

L’abisso ha attirato generazioni di esploratori per la sua profondità e complessità. Nel 1901 Giovanni Cosser stimò erroneamente la profondità iniziale in cinquecento metri. Solo nel 1909 il Club Alpino Italiano corresse la misura a centoventinove metri. Nel 1927 una spedizione universitaria raggiunse trecentosettantasei metri, ma diffuse una notizia falsa per propaganda fascista. Per decenni fu considerato il punto più profondo della Terra, fino alla scoperta di un abisso nei Pirenei nel 1953.

Oggi la Spluga della Preta è una meta per speleologi di tutto il mondo. Nel 1963 Giancarlo Pasini e Gianni Ribaldone raggiunsero ottocentosettantacinque metri, scoprendo la Sala Nera. Lì fu catturato un coleottero troglobio, l’Italaphaenops dimaioi. Nel 1981 una finestra nella volta portò a una diramazione verticale di cento metri. Fotografi come Mario e Lorenzo Cargnel hanno documentato le sale e i cunicoli. L’abisso resta uno dei più frequentati al mondo, visitato anche da gruppi belgi, inglesi, bulgari e australiani.

Fonti (1)

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