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Spirano

Spirano è un piccolo comune agricolo della pianura bergamasca, dodici chilometri a sud di Bergamo. Le origini del paese risalgono a tribù liguri seguite dai Galli Cenomani, ma furono i Romani a dare una struttura stabile con un accampamento militare. La posizione lungo la strada che univa Milano ad Aquileia ne fece un punto commerciale importante. Più tardi la stessa via divenne passaggio di orde barbariche, finché i Longobardi portarono pace e prosperità. Nel Medioevo Spirano fu al centro di lotte tra guelfi e ghibellini, e nel Duecento sorse il castello dei Suardi.
La chiesa parrocchiale di San Gervasio e Protasio conserva opere di Enea Salmeggia, Vincenzo Angelo Orelli e Giovan Battista Caniana. I resti del castello dei Suardi ricordano il potere della famiglia che governò il paese per anni. Poco fuori dal centro sorge la cappella dei Morti dell’Arca, legata a una leggenda popolare sull’arche di pietra che tornava sempre al suo posto. La chiesa campestre di San Rocco fu eretta dopo la peste e più volte restaurata, oggi è immersa in fasce boscate e meta di pellegrinaggi.
Il territorio è segnato dal fosso bergamasco, antico confine tra Venezia e Milano, che lambisce i confini di Spirano. Il paese mantenne a lungo una forte identità rurale, con campi e allevamenti, finché nel Novecento l’industria sostituì l’agricoltura. Intorno alla chiesa di San Rocco si trova un’ampia zona ricreativa e il fontanile omonimo. Il vecchio cimitero, usato fino all’Ottocento, è oggi un luogo silenzioso vicino alla chiesa.
Fonti (1)
- Spirano (Wikipedia) (CC BY-SA 4.0, adattato)
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