Attrazione

Akrillai

Akrillai era un’antica colonia greca fondata nel territorio dell’odierno Chiaramonte Gulfi. I resti si trovano in contrada Piano del Conte-Morana e Piano Grillo, vicino al santuario della Beata Vergine Maria di Gulfi. Le necropoli del VI-V secolo a.C. furono scoperte dall’archeologo Corrado Melfi nelle contrade Paraspola-Pipituna e Canalotto-Donna Pirruna. La città sorgeva lungo una strada strategica che collegava Siracusa a Gela e Agrigento. Fu un avamposto commerciale importante per i greci corinzio-siracusani. Akrillai rimase sempre sotto l’influenza di Siracusa, alleata fedele della potente città siceliota. La città fu usata come fortilizio dai Siracusani durante la seconda campagna siciliana dei Cartaginesi. Nel 406 a.C. subì la prima distruzione per mano cartaginese mentre avanzavano verso Siracusa. Tito Livio racconta di una battaglia avvenuta ad Akrillai nel 213 a.C. tra Siracusani e Romani guidati da Marco Claudio Marcello. Dopo la sconfitta di Ippocrate, la città passò sotto il controllo romano e il nome divenne Acrillae. Plutarco menziona la città in una delle sue opere, confermando la presenza romana sul sito. Oggi si possono vedere i resti dell’antica Akrillai disseminati tra le campagne di Chiaramonte Gulfi. Numerosi reperti, tra cui vetri istoriati, sono conservati nel Museo archeologico regionale di Siracusa. Gli scavi hanno portato alla luce tracce dell’abitato ellenistico e delle necropoli. Il vicino fiume Dirillo, un tempo chiamato Achates, conserva il nome arabo Wadi Ikrilu. Il paesaggio intorno mostra ancora segni della vegetazione che diede il nome arabo a Gulfi.

Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.

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