📷 Immagine: Wikimedia Commons
castello di Sermide
Il castello di Sermide sorgeva nel centro dell’omonimo paese, in provincia di Mantova. Era una fortezza di confine costruita intorno all’XI secolo, probabilmente su impulso di Matilde di Canossa. Faceva parte di un più ampio sistema fortificato che proteggeva il territorio. Nel 1238 i Calorosi, dopo essere fuggiti da Mantova con l’aiuto degli Estensi, occuparono il castello ma lo abbandonarono due anni dopo. Con l’ascesa dei Bonacolsi a signori di Mantova, Sermide passò sotto il loro controllo nel 1313. Il castello divenne poi un punto chiave per i Gonzaga, che lo ricevettero in pegno da Aldobrandino II d’Este intorno al 1338. Ludovico II Gonzaga lo trasformò in un importante baluardo dei confini del proprio stato. Ludovico III Gonzaga affidò i lavori di consolidamento a Luca Fancelli, architetto fiorentino al servizio della corte gonzaghesca. Il cardinale Sigismondo Gonzaga, su richiesta di papa Giulio II, ne ordinò l’abbattimento nel 1519 per rafforzare la protezione dei possedimenti della Chiesa. Oggi rimane solo la torre merlata, sulla quale è visibile lo stemma in cotto dei Gonzaga. La torre si erge nel centro di Sermide, testimonianza di un passato fortificato. La sua posizione dominante permette di osservare il paese e le campagne circostanti. La struttura, pur ridotta, conserva il carattere severo delle antiche rocche. Il luogo offre uno spaccato della storia locale, legata alle vicende dei Gonzaga e alle lotte per il controllo del territorio.
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