Palazzo Cutò

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Palazzo Cutò

Palazzo Cutò è una villa settecentesca a Bagheria, vicino a Palermo. Si trova accanto alla stazione ferroviaria della città. Fu costruita tra il 1712 e il 1716 come residenza estiva per il principe Luigi Onofrio Naselli. L’architetto Giuseppe Mariani ne progettò la struttura. Nel 1803 passò ai principi di Cutò, che aggiunsero il proprio monogramma sul cancello principale. Nel Novecento fu proprietà di Alessandro Tasca di Cutò e poi di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La villa ha una pianta quadrangolare con un belvedere sulla sommità. Qui la nobiltà organizzava spettacoli teatrali e osservava i fuochi d’artificio del Festino di Santa Rosalia. Sul frontone ci sono due statue allegoriche, oggi danneggiate. All’interno si trova uno scalone a due rampe che porta al piano nobile. Gli affreschi del 1726, opera di Guglielmo Borremans, raffigurano scene mitologiche e bibliche. Una stanza conserva un pavimento in maiolica, oggi al Museo Diocesano di Palermo. Oggi il palazzo ospita la Biblioteca comunale Francesco Scaduto. Al suo interno c’è anche il Museo del Giocattolo Pietro Piraino. Da trent’anni è sede del Laboratorio Universitario Multimediale Michele Mancini. Gli ambienti sono stati restaurati sotto la direzione dell’architetto Antonio Belvedere e poi dalla Sovrintendenza. Si trova vicino alla via Consolare, antica strada di collegamento. La sua posizione lo rende un punto di riferimento culturale a Bagheria.

Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.

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