Archeologia · Roma
Domus Cilonis
La Domus Cilonis era la casa di Lucio Fabio Cilone, prefetto di Roma nel 203 e console l’anno dopo. L’imperatore Settimio Severo, suo amico, gliela regalò. Si trovava sul Piccolo Aventino, nella dodicesima regione di Roma antica. Gli archeologi Carlo Ludovico Visconti e Rodolfo Lanciani la scoprirono nel diciannovesimo secolo. Parte della casa fu poi inglobata nella basilica di Santa Balbina. Gli studiosi l’hanno riconosciuta grazie a un frammento della pianta marmorea di Roma severiana e a un’iscrizione su un tubo di piombo trovato vicino alla chiesa.
I resti più importanti sono le sostruzioni, più antiche della proprietà di Cilone. Si trovano lungo la strada che porta al monastero e sotto di esso. La basilica stessa fu ricavata da una grande sala rettangolare della domus. I Cataloghi regionari menzionano l’edificio, confermando la sua esistenza. Solo alcuni elementi sono sopravvissuti, ma permettono di ricostruire la grandezza della dimora.
Chi visita il luogo trova ancora tracce delle antiche murature sotto la chiesa. La via che sale al monastero attraversa i resti delle sostruzioni. La basilica di Santa Balbina conserva la forma della sala che un tempo era parte della casa. L’atmosfera è silenziosa, lontana dal traffico della città moderna. Si percepisce ancora la storia di un edificio che fu dimora di un potente romano e poi trasformato in luogo di culto.
Fonti (1)
- Domus Cilonis (Wikipedia) (CC BY-SA 4.0, adattato)
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