Abbazia di San Giorgio
Le imponenti vestigia dell’abbazia di San Giorgio sorgono a quattro chilometri da Gratteri, in provincia di Palermo. Risalgono all’epoca normanna e si trovano in un paesaggio collinare della Sicilia settentrionale. La chiesa aveva una pianta basilicale a tre navate con tre absidi sul lato orientale. Solo l’abside centrale sporgeva all’esterno, decorata con lesene simili a quelle del duomo di Cefalù. Le finestre ad oculi e il portale d’ingresso mostrano motivi geometrici tipici dell’architettura premostratense normanna. L’abbazia fu fondata dal duca Ruggero tra il 1140 e il 1142 durante il pontificato di Innocenzo II. Re Guglielmo I nel 1155 le concesse terre a Petralia. Papa Lucio III nel 1182 confermò i beni e i privilegi della canonica, che includevano quattro chiese. I monaci premostratensi, forse giunti da Saint-Josse-au-Bois in Francia, gestirono il complesso fino al declino iniziato nel 1223. Dopo essere diventata commenda e poi semplice beneficio, fu abbandonata definitivamente nel 1645. Oggi rimangono pochi resti: muri perimetrali, elementi decorativi e tracce degli ambienti monastici a nord della chiesa. Gli scavi archeologici hanno evidenziato la struttura originaria con paraste romaniche e decorazioni tipiche della Normandia. L’edificio, un tempo riutilizzato come stalla, è ora oggetto di studio e restauri. Le absidi mostrano ancora le consuete paraste rinforzate, mentre il portale conserva motivi a ghiere e capitelli scolpiti.
Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.
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