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Mura Leopoldine
Le Mura Leopoldine erano una cinta muraria doganale costruita nell’Ottocento intorno a Livorno. Servivano a delimitare l’area del porto franco, estendendo i privilegi fiscali oltre la città fortificata. Il progetto fu approvato nel 1834 dal granduca Leopoldo II di Lorena. I lavori iniziarono l’anno dopo sotto la direzione dell’ingegner Alessandro Manetti. Carlo Reishammer disegnò le porte e le barriere d’accesso. La cinta era lunga circa sei chilometri e includeva sobborghi popolosi. La cinta aveva anche una funzione difensiva durante l’insurrezione del 1849. I livornesi la usarono per resistere all’esercito austriaco inviato a reprimere la rivolta. Dopo l’Unità d’Italia, la cinta fu ampliata verso sud fino all’Accademia Navale. Nel 1912 il limite doganale fu spostato lungo la ferrovia. Gran parte delle mura fu demolita per far posto a viali di circonvallazione. Oggi restano tratti settentrionali e una torre vicino all’ex Porta a Mare. Un percorso di recupero ha trasformato un tratto in una fascia di verde pubblico. La Dogana d’Acqua, un tempo elegante edificio con sculture in ghisa, è ridotta a pochi resti. La Porta San Marco esiste ancora vicino all’antica stazione granducale. La Barriera Fiorentina, con un obelisco, si trova lungo la via per Pisa. Alcune sculture dei delfini della Porta a Mare sono state spostate sul lungomare di Ardenza.
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