Luoghi · Conza della Campania

Compsa

Compsa

Immagine: Geofix · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

L’area archeologica di Compsa sorge su un colle dell’Irpinia, in Campania, dove un tempo si trovava il borgo di Conza della Campania. Il terremoto del 1980 distrusse quasi completamente l’abitato moderno, portando alla luce resti antichi che erano stati sepolti per secoli. Gli scavi hanno restituito un foro, un anfiteatro e numerosi reperti come epigrafi, sarcofagi e mosaici, oggi custoditi in un museo allestito in un edificio ristrutturato. L’area era già stata esplorata nel 1938 dall’archeologo Italo Sgobbo, che ne aveva individuato le diverse stratificazioni storiche. Tra le strutture emerse spicca l’antica cattedrale, che fu sede arcivescovile per molti secoli. Secondo studi recenti, l’abitato originario potrebbe essere stato spostato da Monte Oppido a Conza dopo la conquista romana.

Compsa fu una città importante già in epoca sannitica, poi municipium romano e sede vescovile dal VI secolo. Nel 214 a.C. fu ripresa dai Romani dopo essere stata consegnata ad Annibale, e Giulio Cesare la menziona nel *De bello civili*. Nel Medioevo divenne sede di un gastaldato longobardo e poi di una contea governata dai Gesualdo. La sua storia è segnata da terremoti, saccheggi e trasformazioni politiche, che ne hanno modificato più volte l’assetto urbano. L’anfiteatro e le terme romane testimoniano la sua importanza in età imperiale, mentre le chiese medievali ricordano il ruolo religioso della città.

Oggi il parco archeologico offre un percorso tra resti romani e medievali. Il giardino delle mura conserva i tracciati dell’antico castello, con una grande struttura rettangolare e un’abside. L’antica cattedrale di Santa Maria Assunta mostra ancora l’abside, parte della facciata medievale e la cripta dei cappuccini, mentre il piazzale antistante ha una pavimentazione romana. Lungo via Arcivescovado e via Fontana Vecchia si trovano reperti come la piazza del foro con un cippo funerario e resti di case irpine. Un’ara funeraria romana con aquile e ghirlande ricorda la presenza di famiglie locali in epoca antica, mentre i resti dell’anfiteatro e delle terme completano il quadro di una città che fu centro di potere e cultura.

Fonti (1)

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