castello di Pentefur

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Castelli

castello di Pentefur

Il Castello di Pentefur sorge sulla cima di uno dei due colli che formano Savoca, in provincia di Messina. Si tratta di un antico maniero costruito in posizione strategica per difendere il territorio circostante. Oggi rimangono solo pochi resti: tratti di mura merlate con feritoie, alcune cisterne e i resti di un mastio quadrangolare. Il mastio aveva due piani e copriva un’area di trecentocinquanta metri quadrati. All’interno si distinguono ancora tracce di ambienti divisi, tra cui una zona identificata come cucina per i resti di gusci di frutti di mare e ossa di animali. Il castello ha una storia lunga e complessa, legata a leggende e a figure importanti della Sicilia medievale. Secondo una leggenda, fu costruito da cinque ladroni fuggiti dal carcere di Taormina. Il nome Pentefur deriverebbe invece dal greco antico, significando “cinque quartieri”, in riferimento alla suddivisione bizantina di Savoca. Nel dodicesimo secolo, re Ruggero II di Sicilia lo fece ricostruire e divenne residenza estiva dell’Archimandrita di Messina. Nel tredicesimo secolo fu proclamato Castello Regio e passò sotto il controllo di diversi signori, tra cui Guglielmo Rosso d’Aidone e Federico di Giordano. Chi visita il castello trova un luogo carico di storia e di rovine suggestive. Le mura esterne e le cisterne testimoniano la sua funzione difensiva e residenziale. Sul pianoro si vedono ancora le tracce di pavimentazioni di epoche diverse, dal settimo al diciassettesimo secolo. Il sito conserva anche testimonianze archeologiche nel sottosuolo, che includono reperti romani, bizantini e arabi. Recentemente sono stati avviati lavori per rendere il luogo accessibile al pubblico, permettendo di scoprire la sua importanza nel sistema di difesa costiera della Sicilia.

Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.

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