📷 Immagine: Wikimedia Commons
chiesa di San Giacomo della Vernavola
La chiesa di San Giacomo della Vernavola sorgeva un tempo a Pavia, in Lombardia, come parte di un antico complesso monastico. Le sue origini risalgono al dodicesimo secolo, quando era affidata ai monaci benedettini del vicino monastero. Nel tredicesimo secolo papa Onorio III le concesse privilegi speciali. Nel quattordicesimo secolo Gian Galeazzo Visconti ne ordinò il restauro e l’abbellimento. Nel quindicesimo secolo il vescovo Pietro Grassi affidò il monastero ai frati Minori di San Francesco. La chiesa fu ricostruita nel 1458 e decorata con affreschi di Vincenzo Foppa. Nel 1478 arrivò Bernardino da Feltre, che visse nel monastero fino alla morte. La sua cella si conserva ancora oggi tra gli edifici superstiti. Intorno al diciottesimo secolo la volta e le pareti furono affrescate da Pietro Antonio Magatti. Le cappelle vennero arricchite da grandi tele di artisti come Carlo Antonio Bianchi e Johann Christoph Storer. Del complesso originale rimangono la cella del beato Bernardino da Feltre e un muro di cinta. Si conserva anche una cappella cinquecentesca trilobata, dotata di portico. All’interno della cappella si trovano resti di affreschi. La facciata sud, rifatta nel diciannovesimo secolo, mostra quattro lesene di pietra di Viggiù. Sopra il timpano si vede uno scudo con l’aquila bicipite. L’ingresso su viale Lodi è a emiciclo, chiuso da un cancello in ferro.
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