Luoghi · Foggia

Argos Hippium

Argos Hippium

Immagine: Maxime Cambreling · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Arpi sorgeva nella pianura del Tavoliere delle Puglie, a circa otto chilometri a nord-est di Foggia. Era una delle maggiori città italiote prima della conquista romana, circondata da mura lunghe diciotto chilometri. La sua posizione centrale e la fertilità del territorio la rendevano un centro agricolo e commerciale di grande rilievo. Secondo Strabone, Arpi appariva come una delle città più importanti della regione, paragonabile a Canosa. Le sue origini si legano al mito di Diomede, eroe greco che avrebbe fondato la città dopo la guerra di Troia.

La città era nota anche come Argos Hippium, nome che ricorda sia la patria lontana di Argo sia l’eccellenza nell’allevamento dei cavalli. Virgilio, nell’Eneide, la descrive come una delle città più temibili d’Italia, in grado di sfidare persino Roma. Durante la seconda guerra punica, Arpi fu teatro di scontri tra Annibale e i Romani. Annibale vi trascorse gli inverni del 215 e del 214 a.C., mentre i consoli romani muovevano le loro legioni per contrastarlo. Dopo la guerra, la città fu punita dai Romani con la distruzione delle mura e la perdita di ogni autonomia.

Oggi restano poche tracce visibili di Arpi, ma il sottosuolo nasconde innumerevoli reperti archeologici. Tra questi, l’Ipogeo della Medusa e l’Ipogeo dei Cavalieri, insieme a vaste necropoli. La città antica si estendeva in località Arpinova, dove si possono ancora riconoscere i segni della sua antica grandezza. I visitatori trovano un paesaggio pianeggiante, segnato da antiche testimonianze che emergono solo in parte. La memoria di Arpi vive nei racconti storici e nei pochi resti che il tempo ha risparmiato.

Fonti (1)

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