Redù

Redù è una piccola frazione del comune di Nonantola, in provincia di Modena. Si trova in una zona pianeggiante dell’Emilia-Romagna, circondata da campi coltivati e canali d’irrigazione. Il paese sorge vicino al cosiddetto “gradino di Redù”, un antico confine centuriale romano che separava le terre di Modena da quelle di Bologna. Il nome Redù deriva probabilmente dal latino *reductum*, che indicava una guarnigione militare. Già in epoca romana il territorio era organizzato secondo un sistema di centuriazione ancora visibile oggi. I primi insediamenti risalgono all’età del bronzo, come testimoniano i reperti della terramara di Redù. Il sito archeologico della terramara ha restituito oggetti preziosi, tra cui una lamina aurea e frammenti di una statuetta antropomorfa. Dopo la conquista romana del 182 a.C., la zona fu suddivisa in poderi e percorsa da strade che seguivano la centuriazione. Lungo l’attuale via Mislè sono stati trovati sepolcri etruschi e romani, oltre a resti di costruzioni e pozzi in mattoni. Nel Medioevo il territorio passò sotto il controllo del monastero di Santa Giulia di Brescia e poi dell’abbazia di Nonantola. La chiesa di Santa Maria di Redù è menzionata già nel 1168, mentre l’edificio attuale risale al 1845. Oggi a Redù si possono visitare la chiesa parrocchiale della Natività di Maria Santissima, in stile tardo neoclassico con interni neobarocchi. Nel parco della villa Rizzi Salimbeni, un edificio ottocentesco, si trovano alberi secolari e vialetti ombreggiati. Il paese conserva ancora tracce del suo passato romano e medievale, visibili nei reperti archeologici e nelle antiche strade. I dintorni offrono paesaggi rurali tipici della pianura emiliana, con distese di campi e filari di pioppi. Redù è un luogo silenzioso, dove la storia si respira nei dettagli architettonici e nei reperti custoditi.

Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.

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