chiesa di San Potito

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Chiese

chiesa di San Potito

La chiesa di San Potito sorge sulla collina omonima, nei pressi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Fu costruita nel Seicento su progetto di Pietro De Marino, su un sito già usato per la vita religiosa. In precedenza vi sorgeva un monastero, prima delle monache basiliane e poi delle benedettine. L’edificio subì un restauro nel 1780 ad opera di Giovan Battista Broggia, che ne modificò l’impianto secondo lo stile tardo-barocco. Con l’arrivo dei francesi nel 1808, il monastero fu soppresso e adibito a uso militare. In seguito divenne caserma dei Carabinieri, dopo essere stato affidato agli ufficiali di banco. La chiesa custodisce opere di grande valore artistico. L’abside è dominata da un altare maggiore in marmi policromi del Settecento, affiancato da statue in stucco di San Benedetto e Santa Scolastica. Tra le tele spicca la *Madonna del Rosario* di Luca Giordano, dipinta tra il 1663 e il 1664. Il complesso ospita anche dipinti di Giacinto Diano, Andrea Vaccaro e Pacecco De Rosa. Le cappelle laterali conservano statue lignee ottocentesche e decorazioni in stucco con angioletti. La sacrestia, invece, accoglie una statua lignea settecentesca di San Potito e tele di Pacecco De Rosa e di un seguace del Solimena. Oggi la chiesa è un centro culturale attivo. Dopo il terremoto del 1980, è stata restaurata e riaperta al pubblico nel 2017 grazie all’associazione “Ad alta voce”. Ospita la NAP Academy e il Coro della Città di Napoli, diretto dal Maestro Carlo Morelli. Il chiostro panoramico dell’ex monastero è un luogo suggestivo, mentre l’organo positivo sulla cantoria attende di essere recuperato. La scala di accesso da via Pessina, realizzata nel 1867, collega il complesso alla città.

Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.

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