Savuto

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Savuto

Il Savuto è un fiume della Calabria che nasce tra le montagne della Sila e sfocia nel Mar Tirreno dopo un percorso di quaranta­otto chilometri. Scorre in una valle stretta tra i rilievi della Sila Piccola e del Massiccio del Reventino, segnando il confine naturale tra queste due aree. Lungo il suo corso riceve le acque di molti torrenti, tra cui il Tarsitano, il Piciaro e il Tassitello. Attraversa sedici comuni, da Aprigliano fino a Nocera Terinese, dove forma una piccola pianura costiera. La foce si trova nel Golfo di Sant'Eufemia, a nord di Capo Suvero. Il Savuto ha una storia antica e leggendaria. I latini lo chiamavano Sabutus, mentre i greci lo conoscevano come Ocinaros, il fiume veloce. Vicino alla sua foce alcuni studiosi collocano l’antica città di Terina, altri quella di Temesa. Il fiume è legato anche a un tragico evento: qui nel tredicesimo secolo morì Isabella d’Aragona, moglie di Filippo III di Francia. Gabriele D’Annunzio nelle sue Laudi ricorda quel guado come un luogo maledetto. Il Savuto è attraversato da diversi ponti storici, molti dei quali in stato di abbandono. Tra questi spicca il Ponte di Sant’Angelo, detto di Annibale, costruito in epoca romana per la Via Popilia. Più a valle si trova il Ponte Nuovo, rifatto nell’Ottocento per la Strada statale 19 delle Calabrie. Un altro ponte notevole è quello di Tavolaria, vicino a una cascata di quindici metri formata dal torrente Cannavina. Questi ponti testimoniano la lunga storia del fiume e delle vie di comunicazione che lo attraversavano.

Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.

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