Sulki

📷 Immagine: Wikimedia Commons

Attrazione

Sulki

Sulky fu un antico insediamento prenuragico e nuragico, poi città fenicia, punica e romana. Sorgeva dove oggi si trova Sant’Antioco, sull’isola omonima nel Sulcis. Le sue origini risalgono almeno al III millennio a.C., con tracce della cultura Ozieri e delle Domus de janas di Is Pruinis. Sulla collina del Forte Sabaudo si vedono resti di un grande complesso nuragico. Qui fenici e nuragici convissero pacificamente, come mostrano i reperti del tofet scavato dagli anni Ottanta. La città fu fondata intorno al IX secolo a.C. e raggiunse dodici ettari. Gli scavi di Paolo Bernardini e Carlo Tronchetti portarono alla luce resti di strade ortogonali e quartieri artigianali. Si lavorava il pescato e il metallo, soprattutto ferro, in un’area chiamata Cronicario. I traffici di Sulky arrivavano dal Libano alla Spagna, dall’Africa all’Etruria. Piero Bartoloni, archeologo dell’Università di Sassari, ha dimostrato che fu una delle città più antiche d’Italia. Oggi il sito archeologico mostra strati di epoche diverse. Si vedono muri in pietra e mattoni crudi, oltre a oggetti in terracotta. Il porto antico si trovava vicino all’attuale porticciolo peschereccio. C’era anche un secondo approdo a Sa Barra, utile per diversi venti. Le necropoli fenicia e romana si trovano intorno al piazzale della vecchia stazione. I resti testimoniano la ricchezza di una città che fu sempre legata al mare e alle miniere.

Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.

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