📷 Immagine: Wikimedia Commons
parco nazionale del Pollino
Il parco nazionale del Pollino è il più grande d’Italia, con quasi duecento mila ettari tra Basilicata e Calabria. Si estende su cinquantasei comuni e nove comunità montane, tra province di Cosenza, Potenza e Matera. Il nome viene dal massiccio montuoso che lo domina, coperto di neve per molti mesi l’anno. Dalle vette si vedono le coste tirreniche e quelle ioniche. Il simbolo del parco è il pino loricato, una specie rara che cresce anche sui monti balcanici e greci. Il parco è stato istituito nel 1988 e nel 2015 è entrato nella lista dei Geoparchi mondiali UNESCO. Al suo interno ci sono sessantanove geositi, tra circhi glaciali, fossili di rudiste e gole scavate nella roccia. Tra i luoghi più noti ci sono le gole del Raganello, la valle del Lao e l’abisso del Bifurto. I ghiacciai del passato hanno lasciato tracce come la Fossa del Lupo e massi erratici sulle quote più alte. Il nevaio del Pollino, a oltre duemila metri, resiste anche a fine agosto. Chi visita il parco trova comuni con antiche tradizioni, come Alessandria del Carretto e le comunità albanesi. Ci sono santuari come quello della Madonna del Pollino e ruderi di conventi. Le gole del Raganello offrono sentieri tra pareti calcaree e corsi d’acqua. Nella valle del Mercure sono stati trovati resti di elefanti e ippopotami antichi. Le faggete e i pianori carsici completano un paesaggio fatto di storia, natura e geologia.
Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.
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