📷 Immagine: Wikimedia Commons
abbazia di San Pancrazio al Fango
L’abbazia di San Pancrazio al Fango sorge in rovina tra i canneti della riserva naturale Diaccia Botrona, vicino a Ponti di Badia. Un tempo era un’isola del lago Prile, oggi prosciugato, al confine tra Grosseto e Castiglione della Pescaia. La sua origine risale a una villa romana fatta costruire da Clodio nel I secolo a.C., ricordata anche da Cicerone. L’abbazia fu edificata tra l’VIII e il IX secolo su quella stessa isola, che allora si chiamava Isola Clodia. Il complesso fu proprietà dell’abbazia di Sant’Antimo, poi passò a quella di Sestinga nel XII secolo. Nel Duecento i Lambardi di Buriano ne presero il controllo e lo affidarono ai guglielmiti, un ordine religioso con sede a San Guglielmo di Malavalle. Nel Trecento l’abbazia visse il suo ultimo periodo di splendore, prima che conflitti, malaria e impaludamento ne decretassero l’abbandono. Oggi rimangono solo i fianchi e la base semicircolare dell’abside, costruiti in arenaria con qualche travertino. La chiesa aveva una navata unica con transetto, ma i ruderi mostrano solo tracce della struttura originale. Sotto il terreno si nascondono resti della villa romana, mentre reperti dell’epoca sono custoditi nei musei. Il luogo, immerso nella natura, conserva ancora la memoria di un passato lontano tra storia e leggenda.
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