📷 Immagine: Wikimedia Commons
abbazia di Santa Maria del Patire
L’abbazia di Santa Maria del Patire sorge a seicento metri di quota tra i boschi della Sila Greca, nel comune di Corigliano-Rossano. Fondata sul finire dell’XI secolo da Bartolomeo di Simeri, fu uno dei principali monasteri italo-greci dell’Italia meridionale. Circondata da faggete secolari, fa parte della Zona Speciale di Conservazione “Foreste Rossanesi”. Oggi appartiene allo Stato e viene curata dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza. Il complesso raggiunse il massimo splendore tra XII e XV secolo grazie a ricchi arredi e a uno scriptorium dove monaci amanuensi copiavano testi sacri e profani. La chiesa conserva ancora mosaici pavimentali con animali mitologici e iscrizioni in latino medievale. L’interno, a tre navate, mostra archi a tutto sesto e cupole che ricordano l’arte bizantina. Le absidi esterne, con intarsi policromi e oculi in pietra lavica, sono tra i capolavori dell’arte romanica normanna. All’esterno la facciata, più volte modificata, ha un portale centrale e due rosoni. L’ingresso meridionale è decorato con motivi islamici a intarsio. Lungo la parete nord una scala in pietra porta a un portale con decorazioni a saetta. All’interno si trovano un crocifisso ligneo del Seicento e una statua lignea della Madonna del Patire del XIX secolo. Il complesso, nonostante i danni subiti, rimane uno dei più significativi esempi di architettura religiosa calabrese.
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