Opicina

Opicina è un quartiere di Trieste che sorge sull’altopiano carsico, a pochi chilometri dal confine con la Slovenia. Il paese si trova su una conca riparata dal vento, dopo che gli antichi abitanti lasciarono la cima del monte dove oggi c’è una cisterna dell’acquedotto. Le case sono spesso raggruppate intorno a una corte comune chiamata “boeriach”, testimonianza di una vita rurale condivisa. Nel 1842 Opicina era amministrata da una comunità di dodici membri con un proprio sindaco. Lo storico Ireneo della Croce, nel 1698, la segnala tra i centri abitati dai Chichi, un gruppo di istrorumeni del Carso triestino. Opicina è nota per essere la stazione di arrivo del Tram di Opicina, una delle poche tranvie europee dapprima a cremagliera e poi trasformata in funicolare. All’ingresso del quartiere si trova l’obelisco, eretto nel 1839 in onore dell’imperatore Francesco I. Da qui parte anche la Strada Napoleonica, un percorso di circa quattro chilometri che porta a Prosecco, offrendo panorami sul golfo e sulla città. Nel 1942 il paese fu ribattezzato Poggioreale del Carso, ma nel 1966 riprese il nome di Villa Opicina, usato soprattutto per la stazione ferroviaria. Il quartiere ospita la chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo, costruita all’inizio dell’Ottocento. All’angolo tra via dei Salici e via Nazionale si trova un monumento a Karl von Zinzendorf, che ricorda l’apertura della nuova strada per Opicina nel 1830. La zona è attraversata da diverse linee di trasporto pubblico, tra cui la storica tranvia e bus che collegano il centro di Trieste con l’altopiano. Le creste intorno al paese furono fortificate durante la prima guerra mondiale per timore di un’invasione italiana.

Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.

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