Villa Settefinestre

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Attrazione

Villa Settefinestre

Villa Settefinestre sorge tra Capalbio e Orbetello, in una campagna della Maremma toscana. È il resto di una grande villa romana costruita nel I secolo a.C. da una famiglia senatoriale, i Volusii. Gli scavi hanno mostrato come la villa fosse gestita da schiavi e ampliata un secolo dopo con un criptoportico. In seguito fu fortificata e poi trasformata in residenza signorile nel Quattrocento. Oggi le rovine sono immerse in un giardino rigoglioso, dopo un restauro degli anni settanta. La villa rappresenta un esempio unico di villa perfetta secondo i trattati degli agronomi romani Varrone e Columella. Gli scavi diretti da Andrea Carandini hanno portato alla luce molti attrezzi agricoli e confermano le teorie antiche sulla produzione di vino. Non si trovano mosaici preziosi come a Ercolano, ma resti che mostrano una fattoria organizzata su modelli teorici. Alcuni studiosi, come Antonio Saltini, mettono in dubbio la reale applicazione di quei modelli in una zona difficile come la Maremma. Il sito si trova vicino a Cosa, colonia romana fondata nel 273 a.C. lungo la Via Aurelia. Le rovine della villa sono inserite in un paesaggio agricolo che un tempo ospitava altre ville simili. I resti comprendono edifici annessi e strutture che rispecchiano le descrizioni degli agronomi antichi. Gli scavi di Settefinestre hanno cambiato il modo di studiare l’archeologia romana, concentrandosi sul lavoro agricolo. Le rovine sono oggi un punto di riferimento per chi vuole capire la vita nelle ville schiavistiche dell’Etruria romana.

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