Parco nazionale della Calabria
Il Parco nazionale della Calabria era un’area protetta istituita nel 1968 per salvaguardare territori della regione. Si estendeva su circa dodicimila ettari, suddivisi nelle tre province calabresi dell’epoca. Era gestito dall’ex Azienda di Stato per le foreste demaniali, che ne amministrava anche i terreni. Il parco comprendeva zone a riserva integrale, aree di ripopolamento faunistico e centri di riproduzione ittica. Vi erano poi boschi di faggio e pino laricio, oltre a zone non boscate. La superficie crebbe fino a sedicimila ettari nel 1985, con quote distribuite tra Cosenza, Catanzaro e Reggio. Nel 1989 parte del territorio meridionale divenne il parco nazionale dell’Aspromonte. Il resto, corrispondente alla Sila Grande e Piccola, fu poi inglobato nel parco nazionale della Sila con un decreto del 2002. Oggi non esiste più come entità autonoma, ma la sua storia rimane legata alle aree protette che ne hanno preso il posto. I boschi e le riserve che ne facevano parte sono ora parte integrante del patrimonio naturale della Sila e dell’Aspromonte. Le antiche zone di ripopolamento sono ancora riconoscibili nel paesaggio attuale. I sentieri e le aree un tempo gestite dalla ex Azienda forestale sono ora percorsi e visitati nei parchi odierni.
Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.
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