Aldobrandeschi

Gli Aldobrandeschi furono una potente famiglia comitale di origine longobarda che nel Medioevo dominò vasti territori tra la Maremma, il Monte Amiata e la Val d'Orcia, al confine tra Toscana e Lazio. La loro influenza si estendeva su feudi che oggi ricadono nelle province di Grosseto e Siena. Le loro terre vennero divise nel 1274 nelle contee di Sovana e Santa Fiora, ciascuna con uno stemma distinto: il leone rosso per Sovana e l’aquila bicipite nera per Santa Fiora. Dopo alterne vicende politiche, i loro possedimenti furono gradualmente assorbiti dalla Repubblica di Siena, che li sottomise definitivamente nel 1331. La famiglia ebbe un ruolo rilevante nella storia toscana e fu ricordata anche da Dante Alighieri nel *Purgatorio*, che cita Guglielmo e Omberto Aldobrandeschi nei versi 46-72 del Canto XI. Gli Aldobrandeschi furono tradizionalmente ghibellini, ma dopo la morte di Federico II passarono al campo guelfo per opportunità politica. La loro storia è legata a castelli e rocche che ancora oggi portano il segno del loro dominio, come quello di Arcidosso, assediato per sei mesi dai senesi nel 1331. Oggi, nei luoghi un tempo sotto il loro controllo, si trovano tracce della loro presenza. A Sovana si possono vedere le antiche mura e le torri che difendevano il borgo, mentre a Santa Fiora restano testimonianze del loro potere. La Val d’Orcia conserva ancora l’eredità di questa famiglia, con paesaggi che riflettono la loro storia secolare. Anche gli stemmi, ancora visibili in alcuni edifici, ricordano il loro passaggio.

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