Granarolo

Granarolo è una frazione di Faenza in Emilia-Romagna, un piccolo centro abitato da circa mille settecentosessanta persone. Sorge in una zona un tempo paludosa della pianura romagnola, dove antiche tracce romane testimoniano insediamenti agricoli. Il nome deriva da *Granariolus fundus*, legato alla coltivazione del grano in epoca romana. La prima memoria storica risale al 1038, quando l’imperatore Corrado il Salico donò il territorio al monastero di Sant’Apollinare in Classe. Nel Medioevo fu un punto strategico conteso tra signori locali e la Chiesa, con fortificazioni e un castello costruito dai Manfredi nel 1317. Il paese conserva tracce del suo passato fortificato, come un torrione e alcuni tratti di mura inglobati nelle case. La chiesa di San Giovanni Evangelista, ricostruita nel 1899, sostituì un edificio medievale e ospita dipinti dal XVI al XVIII secolo. Il territorio fu teatro di scontri tra famiglie nobili, mercenari e potenze straniere, come i Borgia e i Veneziani. Nel 1781 le mura perimetrali furono demolite, ma rimangono frammenti visibili nelle abitazioni. La storia locale include anche episodi goliardici legati al Palio di Faenza, come il lancio di uova contro una delegazione comunale nel 1959. Oggi Granarolo è noto per le sue tradizioni, come i tappeti di segatura colorata per il Corpus Domini. A Ferragosto si svolge *Nottambula*, una festa della birra che dura quattro giorni. A settembre si tiene *Settembre in Festa* nell’oratorio del paese, con eventi che durano circa due settimane. Le vie del centro conservano l’impianto dell’antico incrocio romano, tra via Naviglio e via Pontevalle. La frazione mantiene un carattere rurale, con campi coltivati e canali che ricordano la sua origine paludosa.

Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.

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