📷 Immagine: Wikimedia Commons
Minturnae
Minturnae sorge presso Minturno, in provincia di Latina, lungo la costa meridionale del Lazio. Era in origine una città portuale degli Aurunci, poi distrutta dai Romani nel 314 a.C. durante la seconda guerra sannitica. Nonostante la distruzione, i Romani la ricostruirono nel 295 a.C. come colonia, sfruttandone la posizione strategica per i commerci e il controllo del fiume Garigliano. La città prosperò anche nel tardo Impero romano e sopravvisse alla caduta dell’Impero d’Occidente. Solo nell’alto medioevo fu nuovamente distrutta, probabilmente dai Longobardi tra il 580 e il 590. Il sito archeologico conserva i resti dell’antica città romana, tra cui un teatro capace di oltre quattromila spettatori. Il teatro, costruito nel I secolo d.C., ospita ancora rappresentazioni estive dal 1960. Sotto la cavea si trova un museo con statue acefale, sculture, ex voto, epigrafi e monete recuperate nel fiume. Il parco include anche un tratto originale della via Appia, il foro repubblicano, il Capitolium e un complesso termale del II secolo d.C. Poco lontano si ergono le arcate dell’acquedotto romano, lungo circa undici chilometri, e il Ponte pensile sul Garigliano, il primo in Italia realizzato con tiranti di ferro. Vicino alla foce del fiume si trovano le rovine del tempio della ninfa Marica, divinità delle acque. Il cimitero di guerra di Minturno, adiacente al parco, accoglie duemilaquarantanove caduti dell’Impero britannico durante la Seconda guerra mondiale. L’area degli scavi e l’antiquarium sono utilizzati anche per eventi museali, musicali e artistici. Il comprensorio è diretto dall’architetto Marco Musmeci dal 2021.
Orari e prezzi cambiano con la stagione e per questo non compaiono in questo testo.
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