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Tempio di Zeus

Tempio di Zeus

Immagine: Azotoliquido · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Il tempio di Zeus Olimpio, detto anche Olympeion, sorge a Siracusa in un’area un tempo paludosa vicino al porto grande. Costruito nel VI secolo a.C. in stile dorico, era uno dei più antichi della città. Oggi rimangono solo due colonne restaurate e parte del basamento in pietra. Il tempio si trovava accanto a un antico quartiere chiamato polichne e vicino alla via Elorina e al fiume Ciane. Era circondato da diciassette colonne sui lati lunghi e sei su quelli corti, tutte alte circa otto metri. Le colonne erano monolitiche, cioè ricavate da un unico blocco di pietra. Rivestimenti in terracotta decoravano l’edificio, simili a quelli dell’Apollonion.

Il tempio aveva un ruolo centrale nella vita politica e religiosa di Siracusa. Al suo interno erano conservate le liste dei cittadini e le ricchezze della città. La sua casta sacerdotale era considerata la più importante della polis. Secondo Plutarco, il tempio fu occupato più volte durante le guerre: da Ippocrate di Gela, dagli Ateniesi, dai Cartaginesi e infine dai Romani. All’interno si trovava una grande statua criselefantina di Zeus Urio, rivestita d’oro dal tiranno Gelone. La statua fu più volte depredata e sostituita, finché i Romani la portarono via, come racconta Cicerone.

Le rovine del tempio hanno ispirato artisti e scrittori del Settecento e dell’Ottocento. Johann von Riedesel ne descrisse le caratteristiche nel 1767. Jean-Pierre Hoüel visitò il sito nel 1777 e ne annotò lo stato di degrado. Anche Vivant Denon lasciò una testimonianza del luogo. Per raggiungerlo, molti viaggiatori arrivavano in barca, poiché l’area era spesso allagata. Il tempio, un tempo maestoso, oggi appare come un rudere solitario, ma la sua storia affiora ancora tra le pietre e le colonne superstiti.

Fonti (1)

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